Virginio e Watzlawick

Sin dalla sua campagna elettorale, il neo sindaco di Bologna, Virginio Merola, si è contraddistinto per una qualità della comunicazione che rasenta lo zero. A partire dai manifesti elettorali, veramente brutti, con un logo copiato dalla Virgin che sembrava una caricatura di Mai Dire Gol. Va bene il gioco di parole, ma l’accostamento valoriale quale sarebbe? Che il nuovo sindaco c’entra qualcosa con le palestre? O con i negozi di dischi? Io non so quale genio della comunicazione abbia studiato questi manifesti, ma sarebbe come se un candidato di nome Marco si promuovesse con il logo “Wal Marc”.

Misterioso.

La campagna è stata tra l’altro costellata da varie divertenti gaffes, come quella sul Bologna, che nelle speranze del neo sindaco sarebbe passato in serie A. Peccato che già ci fosse. Questa storia ha animato i bar, per settimane, e purtroppo o per fortuna anche i bar votano.

Passando poi ai primi mesi della giunta, alcuni segnali buoni ci sono stati, soprattutto per quanto riguarda la mobilità. Via i pass ai politici per entrare nella zona a traffico limitato, via le auto blu, cortili liberi dalle macchine nei pressi di palazzo d’Accursio. Poi, il nuovo scivolone:

A Bologna le coppie sposate (quindi etero) avranno punti maggiori nelle graduatorie comunali, anche rispetto all’assegnazione delle case. Tutto questo nella città che ha nutrito un movimento gay tra i più importanti d’Italia. Alla faccia del consenso. Poi, il sindaco tenta di ritrattare per fare pace coi gay bolognesi: “In Italia manca il riconoscimento legale della coppie di fatto, del diritto al matrimonio delle persone gay, lesbiche e transessuali e io sono favorevole a questo riconoscimento giuridico”.

Un bel minestrone. E consapevole dell’incoerenza delle sue ultime dichiarazioni, Virginio pensa bene di trincerarsi dietro un bel silenzio stampa, facendo dichiarare ai suoi poveri addetti che “il sindaco non rilascia interviste su questo tema”. Come?!? Forse non ho capito bene, ma mi pare che Merola, dopo un paio di figure barbine, si stia rifiutando di parlare coi giornalisti. Lasciando ovviamente campo libero ai suoi avversari, che lo accuseranno di essere incapace di parlare direttamente al pubblico, di una gestione poco trasparente, di snobbare i media. E avranno ragione. Virginio si scorda la vecchia legge di Watzlawick: è impossibile non comunicare. Quindi, se non manderà dei messaggi in merito alla questione, ne manderà altri, indiretti ma ugualmente potenti, sulla propria incapacità o scarsa volontà di parlare al pubblico chiarendo le sue posizioni. Nel primo caso apparirà come un incapace, nel secondo come uno snob.

One response to “Virginio e Watzlawick

  1. Io, alle volte, ho l’impressione che Merola non colleghi il cervello prima di parlare; insomma, mi sembra che non sappia bene nemmeno lui cosa sta dicendo, cosa che, per un primo cittadino, è veramente penosa.

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