Fà la cosa sbagliata

Alla faccia della crisi, da quando mi sono laureata sarò rimasta senza lavorare per nemmeno due mesi. Certo, sempre lavori precari, ma pur sempre cose nel giornalismo, cose che mi piacevano. Insomma, un colpo di fortuna qua, una pezza là, e si tirava avanti onestamente. Mica da diventare ricchi, ma senza chieder soldi a casa.

E poi succede che all’improvviso le cose precipitano, e nell’arco di dieci giorni mi arrivano due offerte di lavoro. Serie, nel mio settore, entrambe valide, per uno che sia all’inizio della carriera. Solo che praticamente una esclude l’altra.

Uno dei due posti è di matrice aziendale, e riguarderebbe il mio principale ambito di specializzazione: l’ecologia. Avrei un contratto dignitoso (da libero professionista, ma abbastanza garantito) e una certa responsabilità. Probabilmente lo stipendio sarebbe buono, anche se ancora non me l’hanno comunicato di preciso. In pochi mesi sarei tranquilla dal punto di vista economico, con un lavoro bello e stimolante, da casa. Mi occuperei di ambiente.

L’altro posto me l’hanno offerto oggi, anche se avevo annusato qualcosa nell’aria già da un po’. Lo stipendio sarebbe basso, non ridicolo, ma basso. Dovrei lasciare le mie amate Due Torri. Il futuro sarebbe incerto e il mio portafogli sempre vuoto. Lavorerei otto ore al giorno cinque giorni a settimana. Ma è un lavoro giornalistico puro, in una redazione, proprio come tanti anni fa, quando cominciai (che poi a ben pensarci sono solo sei anni fa, ma oggi mi sembrano mille). Allora però, ero tra giornalisti-impiegati. Stavolta, sarei al fianco di un gruppo che ho cominciato a conoscere nei mesi scorsi e che mi piace sempre di più, gente competente, spregiudicata, da cui ho tantissimo da imparare. Lascerei Bologna, è vero, ma per Roma, che è così leonessa da non avere bisogno di spiegazioni. Farei una pazzia.

Eppure, mi sento come quando ti capita di scegliere tra due ragazzi che ti ronzano intorno: uno è a posto, piace alla mamma e ai tuoi amici, ti fa stare bene. L’altro è antipatico, magari nemmeno bello, combina un sacco di casini. E tu vai in giro chiedendo consigli, ma nel tuo cuore hai già scelto. Vai in giro chiedendo consigli solo perché speri che qualcuno, magari non la mamma né i tuoi amici, ti dica “Fai la cosa sbagliata”.

One response to “Fà la cosa sbagliata

  1. Beh, se il primo dei due lavori è ancora libero… sai a chi girarlo, no?

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