Gestione della crisi

Ecco una cosa che mi è successa oggi pomeriggio e mi ha fatto divertire molto: durante un’indagine, ho involontariamente seminato il panico tra i miei intervistati.

Sto lavorando a un approfondimento sulla gestione del personale in alcune grandi associazioni no-profit, e ho raccolto alcune testimonianze.

Stamattina ho chiamato l’addetta stampa di una di queste grandi associazioni, che chiameremo Pigreco. Ho spiegato che volevo fare un approfondimento sulla loro politica del personale, e ho chiesto di poter parlare con qualcuno. Mi ha dirottata alla sezione generale per le risorse umane. Nel frattempo mi arriva una delle testimonianze che avevo richiesto, da parte di una ragazza che ha lavorato per Pigreco e riferisce di sfruttamenti da terzo mondo.

Così, quando un’ora fa parlo con la responsabile delle risorse umane, sono in grado di citare le cose dette dalla mia testimone, spiegando che comunque le dovrò usare (pur specificando che si tratta della parola di un singolo) e che quindi è nel loro pieno interesse commentarle o smentirle per tempo. Mi risponde che lei lavora lì da pochi mesi e che non sa niente (!?).

Riaggancio, e non passa un minuto prima che mi telefoni l’addetta stampa del mattino che mi aggredisce dicendomi che “sono scorretta”, che “a lei non avevo parlato di una testimone”, che “avevo spaventato la responsabile delle risorse umane” (!?).

Le ho spiegato con calma che non avevo citato la testimonianza perché mi era arrivata pochi minuti prima. Si è sdilinquita in ringraziamenti per la mia sollecitudine nel contattarli.

Qualcosa da nascondere?

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