Chiamatela precauzione

Anche su REA, il blog ufficiale di Aspo Italia

Cari Lettori,

in questa giornata così speciale dell’anno ho pensato di proporvi qualcosa di diverso dal solito.

Spesso su queste pagine parliamo dei rischi che l’umanità corre per la propria avventatezza, molti dei quali causeranno danni irreparabili. Il desiderio di conoscere quello che ci aspetta, per dirla con le parole di Serge Latouche, di guardare dritto verso l’iceberg a cui la nostra nave sta puntando, si affianca a un sentimento di paura e disperazione. Temiamo per noi stessi ma soprattutto per i nostri figli, per le generazioni future.

Eppure, per molti il Natale è un momento di speranza, in cui si cerca di guardare al nuovo anno con un sorriso. Non voglio tradire la vocazione di “Cassandra” di questo blog, ma per una volta soffermarmi con voi su una riflessione che contenga gli ingredienti di un exit plan.

Naomi Klein, al ritorno da un viaggio di ricerca nel quale, insieme a un team di scienziati, ha esplorato i danni della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, parla della nostra società della crescita con gli stessi toni con cui descrive il disastro della Deepwater Horizon: nessuna pianificazione, nessun piano b.

In guerra, nella ricerca di nuove aree di sfruttamento dei carburanti fossili, nei processi finanziari, nell’affrontare il cambiamento climatico, si preme l’acceleratore nel momento in cui si dovrebbe tirare il freno.

Questo è il modo in cui le civiltà si suicidano.

“Il problema è che la nostra narrativa – osserva Naomi Klein nel suo TED talk, intitolato Addicted to Risk – ha anche una risposta per questo. All’ultimo minuto saremo salvati, come in qualunque film di Hollywood”.

Per cambiare le cose, abbiamo bisogno di nuove storie: “Abbiamo bisogno di storie che contengano eroi di ogni tipo, pronti a prendere rischi di tipo diverso, rischi che affrontino l’imprudenza faccia a faccia, che mettano in pratica il principio di precauzione, anche quando questo significhi entrare direttamente in azione. […] Abbiamo bisogno di storie che sostituiscano il racconto lineare di crescita infinita con racconti circolari, che ci ricordino che chi semina vento raccoglie tempesta: questa è la nostra unica casa, non c’è via d’uscita. Chiamatelo karma, chiamatela fisica, azione e reazione, chiamatela precauzione: il principio che ci ricorda che la vita è troppo preziosa per metterla a rischio in nome di un qualunque profitto”.

Il mio augurio di Natale per l’anno prossimo è che possiate conquistare la libertà di immaginare nuovi eroi, perché è anche attraverso la narrazione che si costruisce il futuro.

Il video è sottotitolato in italiano, ma sul sito ufficiale di TED troverete i sottotitoli in 25 lingue diverse.

http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf

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