Libertà

Oggi mi concedo una piccola divagazione personale. Non mi piace fare i discorsi, sono troppo sciatta per le celebrazioni.

Ma progettare una vita nuova è stato un percorso così lungo e sofferto che ho bisogno di esprimere la mia gratitudine a tutti quelli che hanno dato una spinta al destino, volontariamente o meno. Lo farò in rigoroso ordine cronologico.

INVERNO –  A Lorenzo Mantelli, con cui ho condiviso una cena e poco più e che in quell’occasione, quasi per caso, mi disse: “Sai, ho un amico che l’ha fatto ed è contento. A tornare indietro farei la stessa cosa”. Lui nemmeno lo sa, ma ha cambiato la mia vita.

A Daniele Fisichella, il secondo anello di questa catena improbabile, che mi ha raccontato la sua storia e alla fine, un po’ per scherzo, mi ha detto: “Ti ho convinto?”. Ha ascoltato le mie lamentele e ha speso ore a parlare con me di Italia e di Inghilterra, senza nemmeno avermi mai vista in faccia.

Ad Alessandro Di Maio, che c’è sempre nel momento del bisogno, che è un esempio umano e professionale, e che mi ha detto, in una lunga conversazione via Skype, le parole giuste al momento giusto. Mi ha fatto conoscere il potere del numero magico e mi ha insegnato come fanno gli arabi a trasformarlo in un portafortuna. Mi piace pensare di essere riuscita a passare l’esame grazie a tutti quei nove disegnati sul quaderno.

A Gabriele Ponzoni, nel cui ufficio all’INGV ritrovo dopo ogni chiacchierata coraggio e speranza. L’ultima volta che ci siamo visti mi ha minacciata: “Se tra due mesi sei ancora qua ti inseguo e ti prendo a calci in culo”. Un incoraggiamento che non dimenticherò.

NUOVO ANNO – A Riccardo Spada, amico del cuore, per tutto, per avermi corretto le cover letters piene di strafalcioni e per avermi presentato Navpreet Kundal. Senza nemmeno conoscermi, mi ha aiutata a preparare un esame impossibile, e sempre è stata “here to help” senza aspettarsi nulla in cambio. La sua più grande lezione è stata di amicizia.

Ad Andrea Nuzzo, che mi è piombato addosso una sera di gennaio nel momento meno opportuno, ma è stato l’inizio di una nuova vita. Grazie per un numero incalcolabile di cose. E anche per aver preso parte alla campagna “correggiamo le barbarie linguistiche di Lou prima che invii l’application”.

PRIMAVERA – A Giulia Biguzzi, che ha creduto in me quando nemmeno io ci credevo e mi ha voluto bene a prescindere.

A Ugo Bardi, per la lettera di referenze, per i suoi libri, per essere un saggio e un divulgatore impeccabile e fantasioso. Per tutte le interviste che mi ha pazientemente rilasciato, per avermi dato l’opportunità di lavorare con ASPO. E ad ASPO tutta, che mi ha aperto un portone.

A Giovanna Cosenza, per la lettera di referenze e per le utili cazziate.

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