Una brutta metafora

Alcuni giorni fa mi sono occupata un fatto di cronaca di cui si è sentito poco fuori dall’ambito scientifico.

Si tratta della distruzione di un campo di piante da frutto GM creato trent’anni fa da un professore dell’Università della Tuscia, Eddo Rugini. L’esperimento fu condotto su piante di ciliegio, di kiwi e olivi, con lo scopo di produrre alberi di dimensioni ridotte per facilitare la raccolta dei frutti, e renderli resistenti ad alcuni patogeni.

Gli alberi stavano lì da prima che la ricerca sugli OGM venisse vietata in Italia, nel 2002.

Un giorno Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici decide che questo pericoloso campo va smantellato. I pericolosi pollini transgenici dei ciliegi, che a primavera sono in fiore, potrebbero contaminare i campi vicini. Non fosse che i ciliegi GM della Tuscia sono sterili.

Questo non ha impedito agli attivisti di reclamare lo smantellamento del campo, e martedì scorso le ruspe hanno cominciato a distruggere le piante, spezzando i tronchi e sradicando gli arbusti.

La notizia ha fatto il giro della stampa scientifica, da Le Scienze a Nature Blog, e anche io ho scritto un articolo per Sottobosco. Ho contattato Eddo Rugini via mail; mi ha lasciato il suo numero di telefono ma è rimasto irraggiungibile per alcuni giorni. Ho scritto comunque l’articolo e glie l’ho inviato.

La sua risposta: “grazie è un bell’articolo. Purtroppo servirà a poco. L’inizio della esecuzione capitale è iniziato”.

Sugli OGM le opinioni degli italiani, sia in ambito scientifico che di pubblica opinione, restano discordanti. Non mi sento di esprimere un parere in merito, nemmeno gli addetti ai lavori ne vengono a capo.

Ma l’immagine di quelle piante in fiore, innocue perché sterili, smembrate con tale noncuranza, mi ha procurato una orribile sensazione. I ciliegi della Tuscia, seminati oltre vent’anni fa, sono stati uccisi solo perché diversi: che brutta metafora.

One response to “Una brutta metafora

  1. Segnalo che la sterilità ed infertilità garantita per alcune cultivar ogm negli Usa pare non esser così garantita:

    http://www.nature.com/news/2010/100806/full/news.2010.393.html

    In pratica: “…Sagers and her team found two varieties of transgenic canola in the wild — one modified to be resistant to Monsanto’s Roundup herbicide (glyphosate), and one resistant to Bayer Crop Science’s Liberty herbicide (gluphosinate). They also found some plants that were resistant to both herbicides, showing that the different GM plants had bred to produce a plant with a new trait that did not exist anywhere else….”.

    In pratica alcune cultivar si stanno trasformando in infestanti; ma questa sarebbe una notizia da poco. La notizia importante è che sono interfertili, si evolvono. L’altra notizia, ed è faccenda nota già dal 2010, è che in alcuni stati Usa anche le infestanti naturali stanno velocemente sviluppando resistenza agli erbicidi più popolari. A breve sarà necessario qualche cambiamento di strategia, anche per le forti connessioni esistenti tra mais ogm americano e carburanti. Sono semplici notizie….

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s